Missionari Oblati di Maria Immacolata
Un solo Maestro
"Si trattava di trovare una formula nuova dove non ci fossero maestri e discepoli, persuasi di una cosa fondamentale, che il Formatore vero, come era scritto nel Vangelo, doveva essere solo Lui, Gesù in mezzo a noi, questo comportava che dovevano cadere tutti gli schemi tradizionali. Siamo partiti dalla Parola di Dio, ricominciare da capo tutti insieme, Padri e giovani, a scoprire cosa vuol dire essere cristiani, facendo un cammino insieme. Persuasi di dover rivedere il nostro stile di vita, noi Padri abbiamo ripreso fedelmente con ritmi abbastanza regolari il rapporto con l’opera di Maria. Questo ci ha aiutato a fare un cammino di vita. E’ venuta fuori un’esperienza molto meno strutturata di quello che si pensava. Si è formata la coscienza in tutti, ad esempio, come l’autorità fosse il punto di riferimento, di unificazione con il quale bisogna mettersi continuamente in comunione per non fare le cose individualisticamente. Chi veniva da fuori, rimaneva molto sconcertato perché non ritrovava più gli schemi classici della vita religiosa”
(p. Marino Merlo omi - 1997)

Incontro a Marino, nel Natale del 1970
Cercate il Regno di Dio
"Per la vita di ogni giorno non sono mancati i soldi per vivere molto modestamente, come poveri. Quando, invece, volevamo fare altre cose, allora i soldi non bastavano più. Lo stile di vita semplice era quello che ci veniva consentito da ciò che Dio ci mandava ...
Due volte non c 'era niente in comunità. Non avevamo più soldi per andare a comprare patate, pane, latte . . . Allora ci siamo domandati cos'era che non andava in comunità: non c'era 1'unità tra di noi, non si viveva l'amore scambievole come insegna il Vangelo. Dopo esserci “aggiornati” su queste realtà evangeliche, il giorno dopo è arrivata la Provvidenza...
Quella sera faceva molto freddo e venne a trovarmi il Dott. Cadario, un direttore di banca conosciuto anni prima a Firenze. Bussa alla porta di casa e io non c'ero perché stavo dicendo Messa. Aspettò il mio arrivo per mezz'ora gelando dal freddo. Il giorno dopo mi telefonò: 'Guarda, se hai modo di venire a Roma voglio darti dei soldi per comprare una stufa a quei ragazzi. Ma hai un mezzo per venire giù?'. 'No ‑ risposi ‑ non ce l'ho. Andai a Roma e con i soldi che mi diede comprai la stufa. Erano esattamente 80.000 lire. Poi mi disse: 'Ho una macchina che potrei darti, prendila la farò mettere a posto. Andai a prendere la macchina a Firenze: era una Fiat 600"
(p. Marino Merlo, omi -1970)

Le case negli inizi del '70
Incidere nella Storia
“’Che cosa avete fatto per l'autunno caldo?’. Questa domanda rivolta ad uno di noi ha posto un interrogativo a tutta la comunità. Ci siamo interrogati, abbiamo esaminato la nostra vita di ogni giorno e dalla vita è venuta la risposta. E' vero, nessuno di noi è sceso sulle piazze e sulle strade d'Italia a dimostrare, nessuno è andato nei paesi in via di sviluppo, eppure ci sentiamo tranquilli. La comunità intera sente il dovere di fare qualcosa; ma cosa fare senza uscire dalla volontà di Dio sulla nostra comunità? Dio vuole che noi ci amiamo e che noi siamo 'uno' e che in questa famiglia maturiamo quella che sarà la nostra vocazione. D'altra parte non c'è vero apostolato se prima non c'è una profonda comunione di vita. 'Da questo conosceranno che siete miei discepoli, se vi amate l'un l'altro'. Ora osservando la nostra vita ci accorgiamo che la dimensione apostolica Dio ce la fa vivere rimanendo su questa collina. Dalla fine di Settembre a Dicembre abbiamo ricevuto la visita di quasi duecento persone dalle provenienze e dalle vocazioni più svariate: giovani, sacerdoti, suore, seminaristi, ragazze...Ecco perchè siamo tranquilli: perché nel tentativo di una vita d'amore, sentiamo di offrire una risposta a tutti coloro che vengono a trovarci e che la società può rinnovarsi solo con uomini nuovi. Questo noi cerchiamo di essere per il mondo e per la Chiesa"
(Da Comunità Marino, 1970)

Giovani del 1971!